Il viaggio di Sammy: lungo la Route 66

Sammy Basso è un giovane ragazzo italiano, studente universitario al Dipartimento di Fisica dell'Università di Padova, affetto da una rarissima malattia genetica: la Progeria.

Questa malattia porta l'organismo ad invecchiare precocemente. Le aspettative di vita de malati di progeria sono molto brevi (Sammy ha 20 anni ed è il più longevo malato di progenia che si conosca), per giunta dovendo fare i conti con patologie e disturbi tipici della vecchiaia.

La scienza medica non ha una soluzione, ma la ricerca è impegnata nel trovarla e, per quanto riesce, cerca di offrire rimedi che possano migliorare il tenore di vita e allungarne le aspettative.

Sammy è un ragazzo gracile nel corpo ma forte nello spirito, carico di vitalità e molto intelligente. Accetta la sua condizione con grande umiltà e vive appieno ogni giorno, godendo anche delle cose più semplici, quelle che spesso molti di noi danno per scontate. 

Sammy ha da sempre un grande sogno, quello di percorrere gli States toccando itinerari lungo la famosa Route 66. Grazie all'aiuto della mamma Laura e del papà Amerigo è riuscito a realizzarlo. 

L'intero viaggio di Sammy, accompagnato oltre che dai genitori anche dal fedelissimo amico Riccardo, è stato documentato da National Geographic e trasmesso sui canali Nat Geo People, National Geographic Channel e Fox Life (su Sky, ma presto anche in chiaro): Il viaggio di Sammy

Il viaggio di Sammy: lungo la Route 66

Lo scopo principale del programma è far conoscere la progeria, sensibilizzare le persone a sostenere la ricerca, spronare il mondo medico scientifico ad investire di più sulla ricerca per le malattie rare e raccogliere fondi a sostegno dell'Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus, fondata nel 2005 dalla famiglia stessa del ragazzo e per volere di Sammy, per dare un punto di riferimento e sostegno a quelle famiglie che si trovassero ad affrontare la medesima situazione. 

Il Viaggio di Sammy è stato trasmesso a puntate tra il mese di dicembre e quello di gennaio. Attualmente sta andando in onda l'intera replica, sui diversi canali citati sopra e in vari orari.  Io l'ho già visto in prima visione, ma rivedo volentieri le puntate quando mi capita di incrociarle facendo zapping. 

Attraverso quest'avventura on the road visiteremo luoghi incredibili, capaci di togliere il fiato anche solo a vederli in video (immaginate che esperienza visitarli dal vivo), conosceremo personaggi straordinari, vivremo bellissime emozioni, ci divertiremo tanto e ci commuoveremo anche.

 

Il viaggio di Sammy: lungo la Route 66

Sammy è un ragazzo speciale, ma non per via della sua malattia, piuttosto per l'interessante personalità, la simpatia, la contagiosa determinazione, l'incredibile perspicacia accompagnata da una generosa dose di curiosità, ma più di ogni altro aspetto, la grande umiltà e l'immenso altruismo che dimostra sottoponendosi a cure sperimentali nella speranza certamente di essere d'aiuto a se stesso, ma tanto più di lasciare un contributo valido per altri bambini e ragazzi affetti dalla sua stessa malattia. 

Meravigliosi e unici anche i suoi genitori, verso i quali non posso che provare stima e rispetto.

Il viaggio di Sammy è un programma che ha saputo appassionarmi e intrattenermi. Mi ha lasciato tanto, per certi versi mi ha cambiata, facendomi vedere alcuni aspetti della vita da prospettive differenti e nuove. Conduce ad una profonda riflessione, ad una seria introspezione, desta da quella sorta di torpore che ci avvolge, mette voglia di vivere intensamente, di non sprecare attimi e anche di godere meglio degli affetti, anche quelli, sovente, dati per scontati. 

Sammy avrebbe mille e più di un motivo per piangersi addosso, ma ha deciso di non fare della sua condizione un alibi per non vivere il suo tempo, è consapevole che ogni anno in più che gli è concesso è un dono che non va sprecato, e questo mi porta a riflettere con quanta facilità noi siamo capaci di disperarci, demoralizzarci, piangerci addosso per cose futili, banali, sciocche, e di farci del male immotivatamente.

Altra cosa che mi ha condotta ad una riflessione è un'osservazione fatta dalla mamma di Sammy verso gli sguardi e i bisbiglii indirizzati a suo figlio dalla gente quando si trovano in pubblico. Gli sguardi feriscono quando sono inopportuni, invadenti, insistenti, e sappiamo di farlo, possibile che non riusciamo a correggere noi stessi? Laura comprende e giustifica un bimbo, che non sa, non ha consapevolezza, ma noi adulti non siamo propriamente giustificabili. Sarebbe bene che ognuno di noi prestasse attenzione ai propri atteggiamenti, che delle volte non vogliono ferire, ma lo fanno.

Non aggiungo altro per non rovinarvi il gusto di vivere le stesse emozioni che ha saputo regalare a me. Vedetelo!! 

Vi lascio i link utili dove poter reperire maggiori info sia sul programma che sulla malattia e sostenere l'Associazione.

Sito A. I. Pro. Sa. B.

Pagina Facebook A. I. Pro. Sa. B.

Pagina Facebook Il viaggio di Sammy

Essendo la progeria una malattia rara, e vista la vicinanza con l'evento, tengo a ricordarvi che il 28 febbraio è La Giornata delle Malattie Rare, il più importante appuntamento per i malati e le loro famiglie, per medici e operatori sociali impegnati nel settore. L'evento serve a far conoscere, divulgare, sostenere e smuovere le coscienze. 

Il viaggio di Sammy: lungo la Route 66

0 thoughts on “Il viaggio di Sammy: lungo la Route 66

  • 19 febbraio 2015 at 12:18
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    ciao Rossana, ho conosciuto la storia di SAmmy solo qualche giorno fa, in occasione del festival di SAnremo. Un ragazzo con un grande spirito di ironia. Mi ha fatto molto riflettere questa sua storia, perché al mondo ci sono persone che combattono con queste malattie rare, e per loro davvero ogni giorno nuovo è un giorno da vivere appieno! Non sapevo del programma. Utilizzatrr i media per far conoscere la malattia, sensibilizzare è un ottimo metodo. Grazie per avermi parlato di SAmmy e della progeria. Un abbraccio Sonia

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  • 19 febbraio 2015 at 12:33
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    L’argomento è di quelli tosti, hai fatto più che bene a parlarcene, soprattutto in vicinanza alla Giornata delle Malattie rare.
    Credo, lo sai, che troppe persone diano per scontato ciò che hanno e tendano a lamentarsi della propria normalità, come se i problemi quotidiani fossero qualcosa di insormontabile che solo a loro è toccato in sorte affrontare.
    Poi ci sono le famiglie come quella di Sammy, che conoscono i problemi veri, con cui è veramente difficile fare i conti, quelle che devono affrontare non solo la gravità della malattia e dell’handicap, ma che ringraziano il cielo per ogni piccolo passo avanti, che per la stragrande maggioranza delle persone (per fortuna) è solo ordinaria amministrazione.
    Quelle che imparano a sorridere dei problemi piccoli che affliggono la gente ed a piangere di gioia per ogni risultato che sembrerebbe un nulla per gli altri.

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  • 19 febbraio 2015 at 15:49
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    Sapevo della progeria da un programma che ha trattato l’argomento portandoci le storie di alcuni ragazzi statunitensi affetti dalla rara malattia, e mi sembra si raccolse anche la testimonianza di Sammy, ma è assago del tempo e magari ricordo male. Non sapevo del programma su Sky, sono abbonata ma poco è il tempo a disposizione per godere degli spettacoli. Ora che so, però, lo vedrò. E’ importante divulgare e sostenere, anche attraverso articoli come questo, brava!

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  • 19 febbraio 2015 at 20:54
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    Grazie per questo bel post, conoscevo la malattia per aver visto in tv altri casi ma non conoscevo la storia si Sammy e il suo meraviglioso viaggio! Dalle tue parole viene voglia di seguire tutte le puntate non solo per vedere i bei posti visitati ma sopratutto per conoscere lui che sono sicura sia in grado di dare una lezione di vita a tutti! E’ proprio vero quando stiamo bene non pensiamo alla vita che scorre e la viviamo superficialmente mentre sarebbe opportuno vivere ogni istante intensamente con umiltà e generosità!

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    • 24 febbraio 2015 at 14:28
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      Sammy riesce a dare più lezioni di vita, è un grande, grandissimo esempio. Vedilo se riesci Monica, Il Viaggio di Sammy ti commuoverà di sicuro, perché sei mamma e puoi certamente immedesimarti negli stati d’animo che raccontano i genitori del ragazzo, ma saprà anche divertirti e farti riflette.. è molto bello, davvero. ^_^

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  • 19 febbraio 2015 at 21:29
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    Sicuramente il viaggio di Sammy lungo la mitica Route 66 non è solo un’esperienza di vita come potrebbe essere intesa dalla maggior parte della gente. Mi affascina molto il carattere e il coraggio di questo ragazzo che, nonostante debba lottare ogni giorno per migliorare le sue condizioni di vita, non ha perso il buon umore e la voglia di sognare. Credo che tutti noi dovremmo imparare qualcosa da Sammy, la cosa più importante e fondamentale: amare la vita. Non conoscevo l’associazione, mi informerò meglio per capire se e come contribuire. Grazie <3

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    • 24 febbraio 2015 at 14:11
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      Proprio così Simo, Il Viaggio di Sammy è entusiasmante come esperienza, ma è molto di più che una semplice avventura, è ciò che è capace di insegnarci Sammy che fa la differenza, la profonda riflessione cui conducono i racconti del ragazzo, dei suoi genitori e di chi lo assiste nella sua malattia. Grazie a te per lettura e condivisioni. <3

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  • 20 febbraio 2015 at 11:20
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    "Sammy avrebbe mille e più di un motivo per piangersi addosso, ma ha deciso di non fare della sua condizione un alibi per non vivere il suo tempo". Grande insegnamento, questo… Seguirò il programma non appena sarà trasmesso in chiaro

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    • 24 febbraio 2015 at 14:05
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      Già, Linda.. Se vedrai il Viaggio di Sammy, scoprirai che di insegnamenti ne dà parecchi.. è veramente un grande esempio.

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  • 20 febbraio 2015 at 18:42
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    seguo Sammy e la sua rara malattia da diversi anni. Ho visto tanti documentari a lui dedicati e mi chiedo sempre dove trovi tanta energia e tanta voglia di vivere. Ho anche visto la sua partecipazione a Sanremo ed anche se hanno parlato pochissimo del progetto è sempre un occasione importante per sensibilizzare tutti su argomenti cosi’ delicati…a volte lontanissimi dalle nostre vita ma a cui potremmo in ogni momento incappare lungo il cammino della vita. Bellissimo post!

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    • 24 febbraio 2015 at 14:02
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      Io invece mi sono persa Sammy a Sanremo, perché solitamente la kermesse canora la evito volutamente, ma ho recuperato andandomi a vedere il video in rete e ho potuto constatare che, come tipico di Sammy, tra la serietà del suo ruolo di messaggero solidale ha saputo mettere un pizzico di autoironia.. un ragazzo veramente forte!! Grazie Giù Giù per il bel commento. ciao :*

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  • 21 febbraio 2015 at 17:52
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    avevo sentito parlare in passato di questa malattia rara, Sammy è davvero un esempio, nonostante la sua condizione fisica, ho avuto modo di vederlo ultimamente in tv al festival di sanremo e la sua voglia di vivere sprizza da tutti i pori, trovo lodevole l’iniziativa di raccogliere fondi a sostegno dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus, un articolo molto interessante il tuo che mi ha particolarmente colpito

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    • 24 febbraio 2015 at 13:57
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      Hai ragione Mary, Sammy riesce a dare una lezione di vita importante e che dovrebbe servirci da esempio. Grazie per la lettura, apprezzo davvero tanto. Ciao

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  • 27 febbraio 2015 at 19:07
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    Tempestivo argomento, una rara e misteriosa malattia che sembrava relegata solo nella finzione cinematografica. Purtroppo esiste davvero, ma Sammy sta vivendo con grande interesse la sua vita. Più dei suoi coetanei che non hanno gli stessi problemi fisici, grazie per averlo ricordato.

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