Pulli ultima cova 025

Nell’articolo che scrissi precedentemente vi avevo parlato del mio amore verso gli Inseparabili, vi avevo descritto le varie specie e vi avevo resi partecipi della mia avventura intrapresa con loro. Questi docili uccellini, fanno parte attiva oramai della mia famiglia.  Una volta formata la giusta coppia essi diventano un tuttuno, il loro nome Inseparabili lo dimostra. Loro vivono quasi in simbiosi, sono molto affettuosi e stanno sempre insieme. La coppia che ora è maggiormente affiatata è formata da Lem e Poppy.

Lui è verde oliva ed ha un bel codrione blù, mentre lei è aquatorquise. E’ impossibile tenerli lontano. Ho provato a separarli(con il divisore) per impedire alla femmina di deporre uova( dopo la seconda covata). Il periodo della cova è stressante e debilitante. Avevo paura che questo influisse negativamente sulla salute di Poppy. Avevo dunque posto un separatore, soffrivano troppo però, cercavano in tutte le maniere di spostarlo.Anche se potevano vedersi era tangibile la loro disperazione. Ho dovuto rimuoverlo immediatamente. Ho anche tolto il nido ma niente, la femmina deponeva le uova nel fondo della gabbia. Ho comunque constatato che quelle uova non erano fecondate. Ho deciso così di guidare io le loro riproduzioni posizionando il nido nella stagione invernale(come succede in natura) e di toglierlo durante la stagione calda.       

 

                                                                                                               

  Pulli ultima cova 001

 

E’ importante fornirgli il nido delle dimensioni adeguate  L25x18Hx15P,  queste misure consentono una corretta accoglienza alle uova ed ai pulli. Il nido infatti deve contenere entrambi i genitori. Delle dimensioni più piccole provocherebbero la morte per schiacciamento dei pulli. Il nido deve essere nuovo oppure se utilizzate quello dell’anno precedente va lavato e disinfettato. Quest’anno quando ho deciso di posizionare il nido,ho eseguito tutte le operazioni sotto lo sguardo vigile di Poppy. Ormai la capisco,è in grado di comunicarmi le sue emozioni attraverso l’emissione di particolari suoni. Ora sono in grado di capire quando è irritata,spaventata e felice. Quando ha visto il nido era molto felice, mi osservava ed emetteva dei fischi. Ho posizionato il posatoio, ho messo un pochino di fieno all’interno ed ho chiuso il coperchio ruotanto la levetta(per evitare che lo aprano).

Dopodichè ho smontato la porticina della gabbia ed ho posizionato il nido, Poppy si è subito catapultata al suo interno. Ho aperto la gabbia ed ho posizionato dei rametti di salice piangente, subito hanno iniziato a portare il materiale all’interno. I ramoscelli di salice vengono da loro ridotti in filamenti, questi hanno la funzione di tenere calde le uova ed isolarle.


  DSCN6629 piccolissimi pulli

 

Cova: E’ una fase importantissima. Tra l’accoppiamento e la deposizione passa poco tempo. La cova dura all’incirca 30 giorni poichè le uova vengono deposte a giorni alterni, di conseguenza anche la schiusa avverrà in questa maniera. La femmina per l’intero periodo esce pochissimo dal nido, effetua delle brevi uscite per sgranchirsi le ali,bere e per altre funzioni fisiologiche. La nutrizione viene effetuata dal maschio durante l’intero periodo. Durante la notte è permesso al maschio di partecipare alla cova. Anch’esso vigila sulle uova, come potete notare dalla foto. Di me si fidano e mi permettono di visionarle senza problemi. Dopo 22 giorni inizia la schiusa delle uova, solitamente tutto va a buon fine.L’ultima covata però si è rivelata invece un pochino problematica.

Purtroppo l’ultimo uovo ha tardato qualche giorno a schiudersi. I primi nascituri erano belli e forzuti e naturalmente erano i primi che si nutrivano. Erano già in grado di stare in piedi da soli, il più piccolo invece no. Rimaneva in disparte e non veniva alimentato. Ho pensato a questo punto di allevarlo a mano per salvargli la vita, essendo debole sarebbe sicuramente morto. I genitori avevano già deciso di non nutrirlo. La natura è crudele è l’individuo più debole tende a soccombere. Ho voluto sfidarla ed aiutare il piccolo a sopravvivere.

 Allevamento a mano: Avevo in precedenza allevato altri pulli per renderli docili e addomesticati. Ne possiedo due infatti che passano molto tempo fuori dalla gabbia con me. Questa impresa però era più difficile, il pullo era più piccolo e non ero certa che fosse sano. Mi sono procurata la pappa per procedere all’imbecco. Utilizzo una formula appositamente studiata per loro. E’ in polvere, si trova in commercio con qualche difficoltà.

 

 

   DSCN6824         DSCN6819

 

Come potete notare dalla foto, il costo è 18 euro per 800 grammi di prodotto. Sicuramente è un pochino caro ma l’alimentazione in questa fase è importantissima e non si può sbagliare.

All’interno della confezione troverete un foglietto con delle sommarie istruzioni. Addirittura ci sono indicazioni per l’allevamento a partire dal secondo giorno di vita del pullo. E’ a mio avviso eccessivo e fuori luogo togliere a quell’età i soggetti. Loro grazie ai genitori assumono il così detto “latte di pappagallo”, nessuna sostanza prodotta in laboratorio avrà le stesse caratteristiche nutrizionali.

Preparare la pappa è molto semplice, si scalda poca acqua in una tazzina al microonde. Io solitamente scaldo per 25 secondi a 750watt. La polvere si deve sciogliere completamente e non devono essere presenti grumi. Più piccolo è il pullo e meno consistente deve essere la miscela. Attenti però,la temperatura va misurata e non deve superare i 39°.

Una temperatura superiore provocherebbe delle ustioni. Una inferiore potrebbe invece causare stasi con conseguente possibile morte.

Le imbeccate vanno somministrate preferibilmente negli stessi orari. Vi occorrerà una siringa sterile da 5ml e tanto scottex.

 

 

  NUMERO DI IMBECCATE AL GIORNO: 

 

dai 05 ai 20 giorni di età n°5 imbeccate al giorno 
dai 20 ai 30 giorni di età n°4 imbeccate al giorno 
dai 30 ai 40 giorni di età n°3 imbeccate al giorno 
dai 40 ai 45 giorni di età n°2 imbeccate al giorno 
dai 45 ai 50 giorni di età n°1 imbeccata al giorno

 

DSCN6833    Pullo dopo il pasto

 

Come potete notare utilizzo dei fogli di carta(deplian pubblicitari) per posizionare e sfamare i pulli. Sporcano e bisogna attrezzarsi. E’ importantissimo pulire subito il pullo dopo ogni imbeccata, la pappa tende a solidificarsi ed è un problema toglierla una volta secca.Se dovesse averne si utilizza un battufolo di cotone imbevuto di acqua calda. La siringa va posizionata a sinistra, si fa fuoriuscire la pappa lentamente. Va tenuto il capo, all’inizio l’uccellino sarà nervoso e tenderà a divincolarsi. Piano piano però si tranquillizza e accetterà la vostra presa. Io solitamente non forzo, cerco di fargli assumere la posizione a lui più comoda.

Allevando un pullo a mano avrete la certezza che diventerà dolcissimo, è come avere un cane o un gatto in casa. La prima fase è senza dubbio la più faticosa, ci vuole pazienza e tempo.

Io alcune volte sono costretta a delegare(a familiari),avendo orari lavorativi che non mi permettono di rincasare in determinati orari.

La fase successivà è lo svezzamento, ve ne parlerò però la prossima volta.

 

Piccolo salvato

I piccoli inseparabili crescono…..

0 thoughts on “I piccoli inseparabili crescono…..

  • 15 gennaio 2013 at 8:46
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    Cris, sono troppo teneri!! quanto vorrei averne una coppia, ma mio marito fa ostruzionismo 🙁 .. ufffiiiii

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    • 15 gennaio 2013 at 15:27
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      Questi mariti! sarà perchè hai già cane e gatta?

      Reply
    • 15 gennaio 2013 at 15:27
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      Quando si impiumano diventano ancora più belli

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  • 15 gennaio 2013 at 9:24
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    ma che carini che sono! hai messo tanta cura e dedizione su questi uccellini!

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    • 15 gennaio 2013 at 15:28
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      ^________^ Grazie. Si si, ci tengo tanto a loro e cerco di farli stare bene.

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    • 15 gennaio 2013 at 15:29
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      ^_______^ dolci e morbidosi

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  • 15 gennaio 2013 at 10:21
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    sono quasi commossa a vedere questi piccoli esserini…che tenerezza..io ho due calopsite ma di fare i piccoli non ne vogliono sapere..

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    • 15 gennaio 2013 at 15:30
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      Anche io ho una coppi di calopsiti, anche le mie sono pigre. Una volta hanno fatto un pullo, poi niente più.

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  • 15 gennaio 2013 at 12:03
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    Mi prenderei volentieri cura di una bella coppietta… ma i gatti non vogliono…. 😛

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    • 15 gennaio 2013 at 15:30
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      Giù gli artigli ^_____^

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    • 15 gennaio 2013 at 15:31
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      Gtrazie a te ^_____^

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  • 15 gennaio 2013 at 14:52
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    ma che carino..post molto interessante

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    • 15 gennaio 2013 at 15:31
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      ^_________^ Grazie

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    • 15 gennaio 2013 at 15:31
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      Si, sono molto dolci

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  • 15 gennaio 2013 at 15:14
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    Sono stupendissimi!!!! Grazie per il tuo post interessantissimo!!! Eì’ difficile trovare info così precise e dettagliate sugli animali più piccoli di cani e gatti!

    Grazie !!!

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    • 15 gennaio 2013 at 15:33
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      ^_____^ Grazie a te. Io adoro questi esserini e penso che trovare sul web qualche informazione sia utile a chi vuole intraprendere la mia stessa avventura.

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  • 15 gennaio 2013 at 16:06
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    ma che belli che sono mi piacerebbe molto averne un paio!

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    • 15 gennaio 2013 at 16:37
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      Sono facili da allevare ^_______^

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  • 15 gennaio 2013 at 17:29
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    ohh ma che  carini, adorabili davvero!!

    proprio un bell’articolo!

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    • 15 gennaio 2013 at 18:56
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      Grazie ^__________^. Anche loro ringraziano. Sono vanitosi

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  • 15 gennaio 2013 at 21:16
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    Tenerissima opinione, complimenti Cristina, che meravigliose creature!

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    • 15 gennaio 2013 at 21:31
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      ^__________^Grazie. Li adoro

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  • 15 gennaio 2013 at 21:19
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    Veramente carini!*_* sono dei bambolottini!

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    • 15 gennaio 2013 at 21:31
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      Pennuti e morbidi, Grazie ^_______^

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  • 15 gennaio 2013 at 21:23
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    davvero bellissimi mi piacciono troppo!

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    • 16 gennaio 2013 at 14:18
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      Grazie ^__________^

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  • 15 gennaio 2013 at 21:31
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    grazie per l’ottima info

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  • 15 gennaio 2013 at 21:38
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    Sono di una tenerezza indescrivibile, io non potrei accudirli come meritano a causa dei miei orari allucinanti, ma ammetto di adorarli

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    • 16 gennaio 2013 at 14:18
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      Anche io lavoro ma per loro ritaglio del tempo.

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  • 15 gennaio 2013 at 21:38
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    ma che meraviglia i cucciolotti 

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    • 16 gennaio 2013 at 14:18
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      ^_______^ Carini vero?

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  • 15 gennaio 2013 at 21:59
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    Oooh che amori!! Post molto interessante! *___*

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    • 16 gennaio 2013 at 14:15
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      ^_________^ Grazie

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    • 16 gennaio 2013 at 14:15
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      Sono impegnativi ma adorabili, confermo ^_________^

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    • 16 gennaio 2013 at 14:17
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      Quando sono piccini poi…sono coccoloni

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  • 16 gennaio 2013 at 12:50
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    Questi pappagallini sono troppo dolci e teneri! Ne ho sempre desiderato uno e dopo aver letto questo articolo sono ancora più appassionata!!!

    Se gli esseri umani si amassero come loro il mondo sarebbe un posto migliore!

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    • 16 gennaio 2013 at 14:16
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      Gli umani hanno tanto da imparare.

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    • 16 gennaio 2013 at 16:48
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      I piccoli ringraziano, io pure ^_________^

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  • 16 gennaio 2013 at 23:46
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    il tuo articolo ma ha appassionata, non conoscevo gli inseparabili e questa storia mi ha commossa! che carini i piccoli allo schiudersi delle uova. E’ vero che la natura è crudele, nella specie
    umana la mamma tende invece a prendersi cura del piccolo più debole…e infatti qui è scattato il tuo istinto materno

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  • 17 gennaio 2013 at 17:32
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    Oh mio Dio quanto sono belli *_* io sono amante delle coccorite e ho sentito spesso parlare degli inseparabili, sono carinissimi, non sapevo tutte le info e ti ringrazio. Io ripeto ho solo due
    coccorite e da piccola le addomesticavo e passeggiavano per casa con me, idem il pappagallo che parlava, ma non sai che siamo riusciti ad addomesticare anche un passerotto, era la mascotte della
    casa, riconosceva anche il suo nome, ero coccolone al massimo. Per me sono sono un dono di Dio 🙂

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