Cuore verde di Lombardia…


Introduzione

Il primo impatto con la Valle, nel lontano gennaio del 2000:

“Ma dove cavolo sono finita???”

Era quasi buio e non riuscivo a veder bene…eppure tutto quel bianco attorno già mi regalava qualche brivido…freddo gelido a parte.

La Valle ha un certo non-so-che di speciale…anzi in verità lo so bene cos’è 🙂

 

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Allora per dimostrarvelo, salite a bordo della mia mitica Fiat Palio che vi porto a fare un giro in Valle. 

Sapete qual è lo slogan della Val d’Intelvi? Campeggia attaccato in adesivo dietro molte auto, in primo piano sui libri, su vari siti locali…
Troverete scritto:

“Cuore verde di Lombardia”

La Valle Intelvi si trova sulle Alpi tra il lago di Como (il Lario ) e quello di Lugano (il Ceresio ).
Ho letto tempo fa (ovviamente non posso verificarlo, non avendo un elicottero) che ha la forma di Y al rovescio, per cui i vertici inferiori salgono su dai laghi di Como e di Lugano, ed il vertice superiore è quello che si trova in località Sighignola (di cui vi parlerò dopo) che è il punto che segna la maggior altitudine.

Trovandosi a metà tra i due laghi, il clima è sufficientemente piovoso da permettere una vegetazione rigogliosa, da cui appunto (mica per niente!) il nome di “cuore verde di Lombardia”.

Per salire su in cima, abbiamo diverse opportunità.

1) La strada più comune è la salita da Argegno , delizioso paesino sul lago dal quale la strada (per la precisione la Strada Statale 340 Regina, meglio nota semplicemente come La Regina ) si dirama per salire su in Valle. Da qui potremo raggiungere man mano i paesi principali della Valle che si trovano lungo la strada provinciale della Valle Intelvi ed eventualmente fare una piccola deviazione e visitare altri paesini graziosissimi che fanno parte della Valle come Cerano e Schignano in Bassa Valle e Casasco in Alta Valle poi….

2) La strada che parte ancora da Argegno, ma arriverà alla provinciale di cui sopra, passando prima per la frazione di Sant’Anna, poi Schignano, e Cerano per tornare alla strada principale passando da Veglio e Casasco oppure direttamente da Castiglione…
Spesso queste prime due salite sono accomunate…(nel senso che da Argegno viene formalmente considerato un solo accesso)

3) La salita dal lato del Ceresio, ovvero salire da Porlezza sul Lago di Lugano e risalire verso San Fedele, passando da Osteno, Claino e poi Laino.

4) La Valmara: bellissima e ripidissima strada di confine con la Svizzera. Fino a poco tempo fa, vi era la Dogana sia sul confine italiano che su quello elvetico.

Cominciamo? Ok, partiamo dalla strada più nota…

 
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Sulla strada principale…partendo da Argegno

 

Come vi avevo premesso poc’anzi, Argegno è un paese di lago. Si trova lungo la S.S. 340 Regina e da qua, venendo da Como, poco dopo l’imbarcadero (ovvero l’attracco dei traghetti che effettuano la Navigazione sul Lago di Como), dopo una curva stretta, si lascia la strada principale per imboccare la SP13 della Val d’Intelvi. 
Argegno è come dire…l’ingresso principale della Valle.

Spero non soffriate di chinetosi…

Come “cos’è la chinetosi?”
Dicesi chinetosi quel disturbo tipico di chi patisce i mezzi di trasporto…nello specifico è il mal d’auto!

Dopo qualche tornante, lasceremo Argegno ed incontreremo il primo paese della Valle: Dizzasco (506 metri s.l.m.). 
Siamo ancora in Bassa Valle , ma si comincia a sentire l’aria di montagna.

Tra una curva e l’altra incontrerete infatti ruscelli e cascatelle…la vegetazione si infittisce ai lati della strada ed in primavera questa strada si colora del giallo vivo delle ginestre mentre fiorisce il rosa delle magnolie.

Già da lontano, si intravede il campanile romanico che svetta sul resto del paese, restaurato pochi anni fa. 
Ho visitato la frazione di Muronico proprio di recente…deliziosa, un piccolo presepe. La chiesa di Muronico è dedicata a San Sisinnio : molto antica, decisamente bella (come pressocchè tutte le chiese della valle), con pianta a croce greca e decorazioni tardobarocche. Pregevoli comunque anche la Parrocchiale di San Pietro e Paolo e la cappella di San Giobbe (detta anche della Madonna delle Grazie). 
Il paesino vanta panorami mozzafiato che dalla strada principale o dal borgo danno sul lago di Como [foto 9] , oltre a offrire qualche spunto turistico grazie a qualche ristorantino ed albergo (da Oreste abbiamo mangiato degli splendidi pizzoccheri!)
Da segnalare sulla strada provinciale una attrezzata e moderna residenza per anziani.

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In verità la valle è piena di RSA, ce ne sono davvero tante…sarà che l’aria è buona, che lo stress della città non tange chi vi abita e soprattutto SI VIVE MOLTO A LUNGO!!!!

Lasciando Dizzasco, salendo un po’ in altitudine incontriamo lungo la strada il comune di Castiglione Intelvi . 
Il nucleo principale del paese possiamo trovarlo attorno alla Parrocchiale di Santo Stefano. E’ una chiesa molto grande (beh, in proporzione al luogo, non aspettiamoci il duomo di Milano), detta anche Arcipretale, ricostruita nel ‘600 con un grandioso presbiterio.
Qui ricordo qualche anno fa una visita del Vescovo (Mons. Coletti) con la chiesa gremita di valligiani. 
Accanto alla chiesa, l’asilo e le scuole elementari. In zona, pregevole è la quattrocentesca Camera picta (picta=dipinta) raffinatamente affrescata.

Da Castiglione possiamo facilmente prendere la deviazione per gli altri comuni della Bassa Valle, Cerano e Schignano , ma ve ne parlerò nel prossimo itinerario.

 

Continuando lungo la Strada Provinciale, arriveremo al paese principale della Valle Intelvi: San Fedele

Non che sia una metropoli, è ovvio, siamo in montagna, ma di certo la cittadina è la meglio servita della zona, potendo reperirvi diversi supermercati, negozi di vario genere, il mercato quindicinale (il secondo e l’ultimo mercoledì del mese), le scuole dalla materna alle medie (comprensorio scolastico Magistri Intelvesi), la sede della Comunità Montana Lario-Intelvese, 3 banche, la farmacia, la Biblioteca della Comunità Montana, gli uffici ASL di zona, la casa di riposo, la palestra, la piscina, il campo da tennis ecc…
E poi piccoli e medi alberghi, ristoranti, pizzerie, bar…

Quassù, quando si parla di San Fedele, si dice di solito “in paese” …

Essendo una cittadina vivace e ben fornita, è diventata centro di attrazione turistica, piuttosto frequentata nei weekend, nelle festività e soprattutto d’estate.

L’altitudine “standard” è dichiarata attorno ai 780 metri slm, ma in realtà va dai 750 metri della frazione inferiore ai 1700 del Monte Generoso, sul confine svizzero.

Particolarmente affascinante (a mio parere) sono i pascoli di Orimento , nei quali potrete nelle giuste stagioni ammirare non solo bovini a spasso, ma soprattutto bellissimi esemplari di cavalli avelignesi , quella bellissima varietà di equini dai “capelli biondi”…sono tanto belli quanto socievoli, basta avere con voi qualche caramella e vi troverete circondati da fustacchioni biondi (quadrupedi)!!!

Negli ultimi anni diverse associazioni di volontari sia italiane che svizzere stanno tutelando una mandria di cavalli avelignesi proveniente dalla zona del Bisbino , composta da poco più di una ventina di esemplari (lo scorso anno sono nate anche due splendide puledre, chiamate Luna e Aleesha). La commovente storia dei cavalli del Bisbino che appartenevano ad un contadino morto alcuni anni fa e sopravvissuti sulla montagna in condizioni talvolta molto dure, si è conclusa quindi felicemente. Fautori di questa iniziativa attualmente i componenti dell’ ASSOCIAZIONE CAVALLI DEL BISBINO ONLUS .

Anche in zona Orimento, oltre alle aree attrezzate da picnic, si possono trovare alcuni ristoranti (che cucinano divinamente polenta, pizzoccheri e tanto altro) per trascorrere una domenica piacevolissima.

Tornando in paese, si possono visitare la Chiesa di Sant’Antonio Abate (io la trovo molto bella, l’edificio ha origine romanica, nel tempo è stato più volte rimaneggiato, nel Seicento e poi nell’Ottocento) , che è la chiesa principale, la chiesa di San Rocco e l’oratorio di Santa Liberata…

In zona San Rocco si può (per chi ama camminare a contatto con la natura) prendere la direzione del percorso vita , che consente sia di fare una lunga passeggiata lungo il sentiero, magari con tutta la famiglia, sia di fare un po’ di movimento nelle aree appositamente attrezzate lungo il cammino, con qualche attrezzo per fare ginnastica, seguendo i cartelli che indicano le linee di massima per fare esercizio per gradi di allenamento.

Ma proseguiamo pure o non arriveremo mai in cima…

Attaccato a San Fedele, troveremo Pellio … incantevole paesino, che si divide in due frazioni: Pellio superiore (Pelsura) e Pellio Inferiore (Pelsoto).

Pellio Inferiore ha dato i natali allo scultore Ercole Ferrata , il più prezioso e celebre esponente dei Magistri Intelvesi , scultore la cui fama di certo non si limitò alla Valle, autore fra l’altro dell’ Angelo con la croce a Castel Sant’Angelo a Roma, al seguito del più celebre Bernini. Una lastra in marmo sulla sua abitazione a Pellio di Sotto ricorda la sua persona, sia come artista, che come donatore di una cifra consistente per la costruzione della prima farmacia della Valle Intelvi.

 

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Un intrico di stradine, fra casette in pietra, corti antiche, ponticelli e passaggi “segreti”…oltre ad edifici in stile Barocco e Liberty.

Pellio Inferiore si estende su una piana attorno alla Chiesa parrocchiale di San Michele , consacrata nel 1610, decorata da artisti locali, tra i quali appunto il Ferrata, i Carloni e gli Scotti.
Pregevole l’ Oratorio dell’Annunziata, detto anche del Garello o della Madonna del fiume, perchè si trova in prossimità del torrente, la fontana in pietra del Seicento in piazza e la Corte Bavè, antica dimora della famiglia De Aria.

Pellio Superiore invece è costruita a terrazzamenti, vanta panorami spettacolari e vi si trovano due chiese, la Parrocchiale di Santa Maria e la splendida Chiesa di San Giorgio o Santuario della Madonna di Caravaggio , in zona panoramica, raggiungibile da una ripida strada fatta di sassi, solitamente attiva nei mesi sgombri dalla neve (provateci voi a fare quella salitina quando è innevata!)

Da Pellio si può prendere la strada per il comune più alto della valle…se preferite tenervi sulla provinciale, proseguiremo da Pellio di Sotto, altrimenti prenderemo la strada da Pellio Superiore e ci dirigeremo a Lanzo passando dalla bellissima zona di Piano delle Noci .

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Io preferisco Piano delle Noci, quindi preparatevi a far ancora tornanti.

Fatta una bella serie di curve, vi ritroverete su uno stradone immerso nel verde (beh, come sempre, siete in montagna d’altronde…) e potrete ammirare graziose casette, pascoli,un ristorante a 4 stelle, il camping, il campo da golf….non vi avevo detto che c’è un campo da golf ? Beh, c’è! 
E spesso i comuni valligiani in estate (Pellio lo ha fatto, ad esempio) organizzano corsi gratuiti per i bambini, così da introdurli alla disciplina sportiva e magari incoraggiarli a continuare.
Di fatto, spesso, soprattutto nel weekend e nella bella stagione, all’esterno delle suddette strutture sono parcheggiate delle “macchinone” di lusso…

Beh, comunque i comuni spesso “regalano” ai bambini residenti anche dei corsi di nuoto presso la piscina comunitaria che si trova a San Fedele (la quale ospita anche una bella squadra di nuoto).

Passo passo (o ruota ruota?) siamo arrivati a Lanzo …

Lanzo è il paese di confine…come gli altri paesini della valle, è molto bello e abbastanza grande (secondo solo a San Fedele). 
E’ forse il paese più importante a livello turistico, con grandi alberghi (di recente ristrutturato, anzi direi ricostruito, l’ Hotel Funicolare , bellissimo albergo situato sullo splendido Belvedere di Lanzo che dà sul lago di Lugano…una vista mozzafiato!), vari ristoranti, locali vari e agriturismi…

Da Lanzo si può facilmente raggiungere la località sciistica della Sighignola , la vetta detta il Balcone d’Italia per la stupefacente vista di cui si può godere su una buona fetta dell’arco alpino…in giornate particolarmente limpide c’è chi giura di aver intravisto addirittura la “bela Madunina” del duomo di Milano.

 

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A Lanzo, oltre alle antiche chiese di San Siro, della Madonna di Loreto, dei Ss. Nazario e Celso, si può visitare nella frazione di Scaria il Museo Diocesano di Arte Sacra , che ospita numerose opere degli artisti locali, quali i Magistri Intelvesi già nominati, come Ercole Ferrata, gli Scotti ed i Carloni, oltre a dipinti di Piero Gauli, l’ultimo dei Magistri Intelvesi, venuto a mancare proprio poche settimane fa.

Va segnalato, nel mondo più profano, la presenza di un importante Centro Ortopedico Fisioterapico (il C.O.F.) che vanta -oltre alla cura dei più disparati problemi ortopedici per noi “comuni mortali”- anche la visita in chirurgia di numerosi assi del nostro calcio che di tanto in tanto si fanno risistemare qualche articolazione…Posso garantire di avervi effettuato la miglior fisioterapia che si possa immaginare (e ne ho conosciuti centri ortopedici nella vita…).

Da Lanzo si può espatriare in territorio svizzero tramite il valico della Valmara [foto 8] (fino a poco tempo fa, ancora attraversando la dogana, oggi il passaggio è libero), suggestiva strada ripidissima, che porta facilmente (per modo di dire) a Lugano, Mendrisio e dintorni. 
Di solito il valico è frequentato dai cosiddetti frontalieri, lavoratori italiani che si prodigano (beati loro) in territorio elvetico a fronte di allettante trattamento economico…oltre ad esser frequentatissimo da chi vi fa il pieno di carburante (circa 30 centesimi ed oltre di differenza con i prezzi italiani in questo momento…ma ai “tempi d’oro” si pagava la benzina a 80 cent circa…e non era un secolo fa).
Da queste parti non è infrequente incrociare camosci e cervi a spasso per le strade…

 

Le strade secondarie

 

Del valico della Valmara vi ho appena parlato, ma un accenno (per modo di dire) va fatto anche per le altre due strade. 
Se ben ricordate (avete letto, vero?) a Castiglione si incrociava una strada che porta ai due comuni di Bassa Valle…Cerano prima e Schignano poi.

Entrambi i paesini si trovano appunto fuori dalla strada principale, quindi non forniti dai servizi di trasporto pubblico di autobus diretto per Como. Infatti di qua passa l’autobus C21 che -se non avete voglia di prendere l’auto- parte da Argegno (sul lago di Como, come vi ho detto in principio) ed arriva a San Fedele, passando dalla frazione di Sant’Anna (dove troverete una suggestiva chiesetta dedicata alla santa), dirigendosi poi versoSchignano.

 

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Questo grazioso paesino ospita un Carnevale abbastanza noto (nominato ad esempio dal celebre cumàsc Davide Van de Sfroos in El Carnevaal de Schignan , che fa da colonna sonora al recente Benvenuti al nord ). 
E’ un evento molto bello e piuttosto atteso dalla popolazione non solo locale, ma anche dei paesi nei dintorni.

Per il Carnevale di Schignano le due maschere principali rappresentano il Bello ed il Brutto. Le maschere in legno sono scolpite a mano in noce e vengono custodite da chi le ha realizzate esclusivamente per il Carnevale di Schignano. Alcune maschere risalgono quasi a duecento anni fa. 

La manifestazione si svolge principalmente nella piazza principale del paese, ma anche i vicoli interni e le stradine delle varie frazioni si vestono a festa.

Risalendo verso la strada principale, passeremo per Cerano , grazioso paesino (600 metri slm circa) alle falde del monte di San Zeno, sulla cui vetta si trova una suggestiva chiesetta dedicata appunto al santo del 1200, verso la quale si organizzano periodici pellegrinaggi a piedi in processione.
A Cerano vi consiglio di fare una sosta per visitare la parrocchiale di San Tomaso, costruita -pare- sui resti di un castello medievale, in stile romanico.

Se non volete ripercorrere la stessa strada provinciale di cui vi ho già parlato prima, potete risalire verso la vetta, tagliando da Veglio che è frazione di Cerano. L’abitato è graziosissimo, la Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta svetta su tutte le altre abitazioni. Dopo un po’ di curve e tornanti, tra prati e villette si arriva al bivio tra San Fedele e Casasco .

Una visitina a questo paesino ve la consiglio, è particolarmente grazioso nella sua tranquillità, così isolato da tutto…e conserva, o meglio custodisce il suo carattere rurale nel centro storico, nei suoi scalini di ciottoli, le fontane, i lavatoi…

Da qui si può procedere per Erbonne , che però è ufficialmente frazione di San Fedele. Sono 940 metri slm, ad una manciata di metri dal confine svizzero di Scudellate, raggiungibile attraversando a piedi un suggestivo ponte che porta nei boschi già in territorio elvetico.

Il piccolo abitato è composto da cascine e tipiche case in pietra e vi risultano residenti ufficialmente solo 11 persone, tutte anziane….ma ci sono tanti, tanti animali, sia selvatici che da allevamento 🙂
Nella zona di Erbonne si può ammirare la Caverna Generosa , comunemente nota come Grotta dell’orso, dopo il ritrovamento di resti dell’orso delle caverne risalente a circa 40.000 anni or sono, oltre a selci attribuite all’uomo di Neanderthal tra i 50.000 ed i 60.000 anni fa.

Inoltre degno di una visita il Museo della Guardia di Finanza e del Contrabbando , visitabile solo dall’esterno attraverso piccole vetrate, dalle quasi si osservano oggetti del periodo in cui il Contrabbando era spesso mezzo di sostentamento per le popolazioni locali, non sempre contrastato e soprattutto tollerato dagli abitanti, che in alcuni casi consideravano quasi eroici dei celebri contrabbandieri del luogo.

Ho letto qualche anno fa un libro sul contrabbando locale: i contrabbandieri erano detti spalloni , i quali trasportavano la merce nelle cosiddette bricole (sacchi da spalla appunto) tra i boschi. Quasi nessuno in valle aveva paura dei contrabbandieri, che anzi talvolta si soffermavano la sera a casa di abitanti locali per rifocillarsi dopo il lungo cammino fra i sentieri. Ma parliamo di molti decenni or sono…oggi questi sono ricordi solo delle persone anziane.

 

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Da Erbonne, ritornando da Casasco, possiamo facilmente arrivare a San Fedele per poter conoscere l’ultima strada di accesso alla valle: quella che sale dal Lago di Lugano (altrimenti detto Ceresio ).

Risalendo la provinciale, subito fuori l’abitato di San Fedele, in direzione Lanzo, dopo la rimessa degli autobus, si può prendere la deviazione per Porlezza, cittadina (notate, non ho detto “paese” stavolta…) a spiccata vocazione turistica sul lago di Lugano, ancora in zona di confine (la frontiera di Gandria per l’esattezza).

Da questa strada, scendendo verso il lago incontriamo Laino , altitudine 700 metri slm, patria di diversi artisti intelvesi tra cui l’architetto Lorenzo degli Spazzi che collaborò alla costruzione sia del Duomo di Como che di quello di Milano o il pittore Giulio Quaglio autore in loco della Casa Quaglio da lui finemente affrescata.

Passando da queste parti, fate una visita alla Chiesa di San Lorenzo  , a struttura romanica, che mantiene il campanile originario del XII secolo ed un portale del 1600, oltre a conservare all’interno numerose opere.

E soprattutto se amate la natura, fate una capatina a Ponna , che offre splendidi panorami e la possibilità di lunghe passeggiate fra i suoi bellissimi pascoli, facendo dovuta attenzione ai “ricordini” delle mucche…Comunque qualche ristorantino lo troverete di certo, se non siete tipi da picnic.

Credo di dover fare una menzione speciale ad altri paesini della Valle molto belli, anche se abbastanza fuori mano: Blessagno e Pigra (che si possono raggiungere facilmente dalla deviazione dal centro di San Fedele), che hanno mantenuto la tipica conformazione del paese di montagna, con case basse, molto vicine fra loro, con vicoli stretti a ciottoli. Va sottolineata la presenza della comoda funivia che dallo spettacolare belvedere di Pigra porta direttamente sul lago di Como ad Argegno (vedi sopra). E inoltre Ramponio Verna , raggiungibile sia ‘a motore’ dalla strada provinciale tra Pellio e Lanzo, che dai sentieri interni da Osteno (sul lago di Porlezza) a piedi o in mountain bike.

 

In conclusione

 

Descrivere la Valle Intelvi non è semplice e non poteva esser breve. Tuttavia ho la sensazione che tanto ancora potevo dire….

E’ una zona incantevole, che offre panorami notevoli che non riescono a passare inosservati (a meno che non siate fautori della positività dello stress e dell’inquinamento cittadino).

Zona tranquilla, con un indice di criminalità se non pari, almeno molto prossimo allo zero.

Il clima è piuttosto freddo d’inverno (talvolta rigido) di solito molto nevoso, freddino o fresco a primavera, mite/fresco d’estate (in pratica in qualsiasi stagione veniate, sarà il caso di coprirsi adeguatamente), piovoso d’autunno. Il caldo, quello tosto, resiste quassù sì e no due settimane l’anno, di solito in luglio, quest’anno ad agosto. L’autunno vi offrirà un vero trionfo nelle tonalità che vanno dal rosso al marrone.

La sua vocazione turistica si è sviluppata gradualmente negli anni, soprattutto nei paesi meglio serviti, ovvero quelli che si diramano lungo la strada principale che vi ho indicato.
I servizi ovviamente non sono quelli tipici di una città, ovvero c’è tutto l’essenziale, ma non gli optionals tipici dei grandi centri abitati.

Meta preferenziale di molti milanesi (ma non solo) che vi possiedono solitamente una seconda casa, ma anche di tanti cittadini di altre province che vengono a trascorrervi semplicemente un weekend o la domenica mattina per poter gustar un’aria incredibilmente pulita, sia che preferiscano le “vacanze comode” (casa o hotel, ristorantino o agriturismo ecc…), sia che amino trascorrere piacevolmente il proprio tempo passeggiando fra i boschi a caccia di funghi, di castagne o di more e mirtilli, con la piacevole possibilità di incrociare -lungo il vostro cammino- cervi, camosci e talvolta (fateci attenzione!) cinghiali, volpi, scoiattoli ed osservare uccelli di vario genere, dai piccoli fringuelli ed i pettirossi ai numerosi corvi e merli fino ai grandi rapaci, come le magnifiche aquile, i falchi e le poiane.

Oppure potrete passeggiare (o pedalare) su una delle numerose antiche mulattiere o fra i sentieri storici, come il Percorso delle trincee che offre l’occasione di conoscere da vicino appunto trincee scavate nella roccia, osservatori, postazioni per artiglieria costruite tutte in pietra, che testimoniano il doloroso periodo storico della Grande Guerra (la prima guerra mondiale ndr) oltre a offrire spunti architettonici incredibilmente integrati nel paesaggio. Io ho percorso il sentiero sul lato della dogana della Valmara e garantisco che lascia a bocca aperta.

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Come arrivare

 

In AUTO: Da Milano, imboccare prima la tangenziale ovest, poi l’autostrada A9. Uscire a Como nord e prendere la direzione Menaggio lungo la Strada Statale Regina…arrivati ad Argegno…la strada ve l’ho spiegata più su 🙂

Con i MEZZI PUBBLICI: In Valle Intelvi non esiste rete ferroviaria, quindi bisogna da Milano prendere il treno per Como (sia via Trenitalia che con LeNord) e da là prendere l’autobus C20 che vi porta dritti in valle…In alcuni casi troverete disponibile il C10 che cambierete ad Argegno con un C20 che vi aspetta a braccia aperte…beh, facciamo a porte aperte.

In AEREO: l’aeroporto più vicino è Malpensa, dal quale partono navette dirette a Como e da qui…trafila autobus come sopra.

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 N.B. La colonna sonora in sottofondo è un canto alpino, forse il più famoso:  il Signore delle cime. 

La zona della Valle è effettivamente piena di alpini ed ex alpini e di frequente si effettuano raduni, non solo locali, oltre alla celebrazione di eventi di commemorazione dei caduti in guerra  ogni anno la prima domenica dopo il 4 novembre, ai quali partecipano sia personalità civili che religiose .

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P.s. Le foto sono di mia proprietà, sebbene alcune presentino una particolare scritta in sovraimpressione che indica che le ho già pubblicate su un altro sito.

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